SARDEGNA

La Sardegna è un’isola molto grande ed estremamente varia sia per morfologia che per aspetti climatici, sociali e culturali.

Lungo i suoi 1850 km di meravigliosa costa si alternano cale incontaminate, alte dune di sabbia che si spingono sul mare, imponenti faraglioni, rocce di granito bianco modellate dal vento e dal mare, piccole isole tra di loro profondamente diverse.

Navigare in Sardegna è il modo migliore per esplorare la regione, scoprire i suoi paesaggi marini tranquilli e isolati, le sue acque trasparenti e per conoscere ed apprezzare le sue pregevoli  tradizioni enogastronomiche.

Per trascorrere una crociera tranquilla è tuttavia importante seguire con attenzione l’evoluzione delle condizioni meteorologiche per scegliere di volta in volta le rotte più favorevoli alla navigazione.

L’Isola può essere idealmente suddivisa in quattro aree che corrispondono ai quadranti della bussola anche se la ricchezza e la varietà dei luoghi offrono ovunque ampie peculiarità e connotazioni distintive.

Partendo dal versante nord orientale incontriamo le affascinanti isole di Tavolara e Molara prospicienti ad una costa ricca di piacevoli e tranquille insenature ridossate  anche dal temuto maestrale.

La località più celebre, ma anche la più affollata, è senz’altro la Costa Smeralda, nella parte Nord Orientale della Sardegna,  meta privilegiata da importanti nomi del Jet Set internazionale. Porto Rotondo, Porto Cervo, Cala di Volpe, Portu Quatu sono luoghi la cui fama rende superflua qualsiasi descrizione. La bellezza della sua natura, fatta di rocce di granito e acque smeraldine, si apprezza appieno durante la primavera e nel mese di settembre, quando le spiagge sono meno frequentate e si gode di un paesaggio tranquillo e indisturbato in un quadro meteo di venti a regime di brezza.

Più verso ovest si trova il Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena,  che comprende una sessantina di isole che si sviluppano per 180 kilometri di coste. L’area dispone di buone zone di ancoraggio, a volte battute dal maestrale, e di diversi porti turistici. Siamo nella zona delle famose Bocche di Bonifacio, la Corsica è a poche miglia e val bene una veleggiata anche con vento fresco.

A seguire ci si può fermare al bel marina di Castelsardo e godersi delle passeggiate in questo spettacolare paese medioevale. Da qua ancora poche miglia ci separano da Stintino e dalla selvaggia isola dell’Asinara, protetta dall’omonimo Parco Nazionale e ricca di particolarità ambientali e faunistiche uniche, come gli asinelli albini che vivono allo stato brado sull’isola. L’ormeggio a Stintino sarà nei pontili nuovi nella parte NE del porto, oppure per imbarcazioni con pescaggio non elevato, all’interno del fiordo, nel cuore del paese. La rada, in ogni caso, offre buone possibilità di ancoraggio. Da questa base si può dedicare qualche giorno per scoprire la bellissima isola dell’Asinara, che fino a pochi anni orsono, era “goduta” soltanto dagli ergastolani del carcere.

A Stintino finisce la Sardegna affollata e mondana, il suggestivo Passo dei Fornelli, tra l’isola La Pelosa e l’Asinara, segna il passaggio verso un mondo diverso dove si avventurano poche barche perché questa costa di superba bellezza è assolutamente esposta al maestrale e ad onde che provengono direttamente dal golfo del Leone assumendo dimensioni a volte imponenti. Peraltro i venti forti non sono una costante e lasciano spazi a meravigliose giornate di brezza che consentono di godere di un mare tra i più belli del mondo. Inoltre lungo la costa ovest esistono buoni porti distanti tra di loro tra le 20 e le 35 Mn. Sono tratti che  navigando verso sud finiscono per essere brevi e inebrianti veleggiate anche con tempi duri.

Alghero è una città dove si deve assolutamente sostare. Il porto è proprio sotto le mura del centro storico dove si percepisce l’anima catalana che caratterizza la storia del luogo. L’accoglienza è eccezionale, i servizi molto buoni e la cucina locale è di alto livello. La zona offre altre valide possibilità di ormeggio, a porto Conte ed a Fertilia,  ma soprattutto da l’opportunità di visitare posti di sogno come Capo Caccia e le fantastiche grotte di Nettuno.

Solo 20 miglia separano Alghero dall’ospitale abbraccio Di Bosa. Siamo alla foce del fiume Temo, l’area era un antica colonia fenicia, come testimoniano interessanti siti archeologici raggiungibili con il tender risalendo il fiume. Le possibilità di ormeggio sono due: in una darsena situata nei pressi della foce, praticamente in paese, e nel Porto Commerciale, immediatamente a sud, accogliente e ben attrezzato.     

Ancora 30 miglia e si raggiunge, nei pressi di Oristano, l’Area Marina Protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre, quest’ultima è uno dei posti più belli della Sardegna dove fare il bagno. Doppiato Capo San Marco, subito all’interno del golfo si può dare ancora davanti alle suggestive rovine della città fenicio-romana di Tharros. Chi ama le comodità del marina può ormeggiare, pescaggio permettendo, nella buona struttura di Torregrande. La sera non si deve rinunziare ad una cena, nei vicini ristoranti sulla spiaggia, a base di anguille e cefali cotti sotto le stelle su grandi griglie.  Questo Marina è un ottima base per visitare i dintorni e per spingersi fino alle spettacolari dune di sabbia della Costa Verde a Piscinas, paragonabile ad un piccolo deserto e abitate da specie faunistiche protette come il cervo sardo.

A questo punto il richiamo del Sud è sempre più forte ma siamo di fronte ad una tappa che può essere piuttosto impegnativa. A trenta miglia dal Golfo di Oristano ci “sarebbe” il porticciolo di Buggerru che purtroppo è insabbiato da anni anche se di recente sembra qualcosa si stia muovendo per risolvere il problema. E’ un peccato che il bacino non possa accogliere le imbarcazioni da diporto perché la zona ha un fascino particolare legato sia a peculiari aspetti naturali che a storici reperti di attività minerarie. In questa zona vento e mare possono essere davvero impetuosi al punto che la spiaggia di Buggerru è nota ai surfisti di tutta Europa per la sua onda, la più alta del mediterraneo. Tuttavia con tempo buono e stabile si può dare ancora fuori dal porto o, meglio ancora, nella vicina splendida cala di Porto Flavia dominata e parzialmente protetta da un faraglione chiamato “Pan di Zucchero”.  

Con meteo non idilliaco lasciando il golfo di Oristano bisogna puntare direttamente a Portoscuso, ottimo marina ma situato in un area industrializzata, oppure direttamente alle mitiche isole del Sulcis. Qua il clima cambia radicalmente. Il maestrale lascia il campo a piacevoli brezze, l’acqua del mare ha una temperatura più calda. San Pietro e Sant’Antioco sono molto accoglienti e ben attrezzate. Nei paesi si respira un atmosfera particolare caratterizzata dalla storia genovese e tabarchina che ha lasciato segni evidenti nella cultura e nell’architettura.

il tratto della costa Sud che si affronta lasciando Carloforte è caratterizzato da acque pulite dai fondali bellissimi e da spiagge bianche e selvagge orlate da una ricca macchia mediterranea. Molti e meravigliosi   sono i ripari naturali dove trascorrere la notte all’ancora. Sono quasi tutti in aree militari che fortunatamente d’estate sono aperte al pubblico, ricordiamo Porto Pino, Cala Piombo, Cala Zafferano e Porto Scudo. Segue porto Teulada, un riparo sicuro ma poco attrezzato, tuttavia molto suggestivo e poi cala Malfatana, bellissima.

Meno di trenta miglia ci separano da Cagliari, città ricca di fascino, di storia e di tradizioni marinare che offre diverse possibilità di ormeggio  La città punta ad essere una meta di grande attrazione turistica, con il suo centro storico ormai restaurato, museo, monumenti e con negozi moderni di alta qualità ed innumerevoli ottimi ristoranti. Anche la disponibilità di posti barca è aumentata, anche se ci sarebbe ancora molto da fare. A pochi passi dalla centralissimo di Via Roma c’e’ oggi un piccolo marina. Sempre nell’area portuale ma più lontano dal centro, nella zona di  Sant’Elmo, ci sono altri due approdi turistici.

La prossima tappa è il parco di Capo Carbonara dove si trova il bellissimo marina di Villasimius.E’ un luogo dove è piacevole trascorrere alcuni giorni, visitando il paese, lo stagno dei fenicotteri rosa, le isole dei Cavoli e di Serpentara e immergendosi nelle aree autorizzate dove si possono incontrare le più grandi cernie del mediterraneo.

Da qua inizia la rotta verso nord, per fortuna a ridosso del maestrale, anzi spesso aiutati , almeno fino a capo Bellavista, da un piacevole vento da sud. Incontriamo dopo sole 25 miglia Porto Corallo, ottimo rifugio peraltro poco attrezzato. Per trovare di meglio bisogna navigare ancora  per oltre trenta miglia fino ad Arbatax dove si può ormeggiare in apposite aree del porto commerciale o nel più piacevole marina di Santa Maria Navarrese.

Proseguendo verso nord prima di entrare nel mitico golfo do Orosei è d’obbligo una sosta nella fantastica cala Goloritze e nell’affascinante cala Luna segue una costa comunque di straordinaria bellezza sulla quale si apre il porticciolo di Cala Gonone, purtroppo piccolo, insicuro e mal gestito. In caso di maltempo bisogna proseguire per altre 22miglia fino alla Caletta di Siniscola dove il riparo è sicuro ma l’ambiente non attrattivo per il diportista come invece nel vicinissimo Porto Ottiolu. Qua c’è di tutto,  negozi, supermercato, ottimi ristoranti ed eccellenti servizi.

Ormai siamo in vista di Tavolara, da dove è partito il nostro giro della Sardegna, lasciamo alla nostra sinistra il lussuoso marina di Punta Aldia, tra i migliori e più cari dell’Isola. La nostra prua è diretta verso la familiare sagoma di Capo Coda Cavallo, lo raggiungiamo, lasciamo alla nostra sinistra l’isola Proratora e gettiamo l’ancora in una delle più accoglienti rade del mediterraneo. Qua termina la nostra crociera, abbiamo percorso quasi 400 miglia tra paesaggi di sogno ed esperienze meravigliose.  

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