ISOLE FLEGREE

Con Il termine Isole Flegree ci si riferisce a Ischia, Procida, Vivara e Nisida, che sono le isole prospicienti gli storici Campi Flegrei. Capri rimarrebbe una realtà a se stante e per questo negli ultimi decenni si è diffusa la denominazione di “Arcipelago Campano” che ricomprende quest’ultima e gli isolotti “Li Galli”.

 

Isola d’Ischia 

E’ la quarta isola italiana per superficie ma la terza per numero di abitanti che sono circa 63.000. E’ montuosa e vulcanica e per questo notoriamente ricca di zone termali che costituiscono uno degli elementi attrattivi dell’isola.

Ischia offre paesaggi splendidi, le sue coste sono caratterizzate da un’alternanza di scogliere impervie, cale rocciose, spiagge e aree coltivate che si spingono fino al mare. Gli interni sono dominati dal monte Epomeo, un vulcano inattivo la cui vetta sfiora gli 800 metri. L’isola, abitata fin dal neolitico, è così ricca di storia che anche solo tracciarne il percorso dal periodo geco a oggi richiederebbe un piccolo trattato e per questo invitiamo a scoprirla, magari via mare, spostandosi tra i suoi numerosi approdi e cercando di entrare in empatia con le sue tradizioni millenarie.

Forio d’Ischia è il primo porto che s’incontra arrivando dalle isole Pontine. Il paese conserva un centro storico intatto, ospitale e ricco d’importanti monumenti. L’atmosfera richiama la mondanità degli anni ‘50 quando la località era frequentata da importanti personaggi dello spettacolo e della cultura. Il litorale è particolarmente adatto alla balneazione e da non perdere, a breve distanza dal porto, la baia di Sorgeto dove, per la presenza di calde acque termali, è possibile fare dei caldi e suggestivi bagni a mare notturni.

A poche miglia di distanza c’è Lacco Ameno che, con i suoi pontili, offre buone opportunità di ormeggio. Anche questo comune è ricco di storia e di antiche leggende; non mancano anche qui le acque termali. Proseguendo verso ovest si arriva a Casamicciola, l’unico vero porto turistico dell’isola capace di ospitare quasi trecento imbarcazioni anche di grosse dimensioni. Il Paese propone le immancabili terme, ottimi ristoranti, una bella spiaggia e soprattutto, un bosco rigoglioso che ospita incredibili varietà botaniche. 

Porto d’Ischia è il centro più importante dell’isola e in senso assoluto uno degli scali più riparati del mediterraneo. Un tempo era un lago formato da un cratere vulcanico inattivo e approfittando di questa struttura geologica, Ferdinando secondo di Borbone nel 1853 fece scavare un canale nella striscia di terra che lo separava dal mare trasformandolo nell’attuale bacino portuale. Questa struttura diede il via a un importante sviluppo commerciale e urbanistico dell’isola che tuttora conta su questa preziosa infrastruttura. 

Continuando la circumnavigazione in senso orario, nello stretto braccio di mare che separa l’isola da Procida e Vivara s’incontra l’imponente e sinistro Castello Aragonese. Costruito su di un piccolo isolotto collegato a Ischia da un ponte lungo 220 metri, delimita una tranquilla e suggestiva baia. Anche questa fortezza ha una lunghissima storia, infatti la sua costruzione risale a Gerone, tiranno di Siracusa, che la volle far erigere nel 474 a.C. per tutelare i Cumani dagli attacchi dei Tirreni ma fu poi oggetto d’interesse per  Romani, Normanni, Svevi e infine gli Aragonesi che nel 1441 la strutturarono come è attualmente, simile al Maschio Angioino di Napoli. Alla fine del 1500 il castello era una vera città che ospitava 1892 famiglie, 13 chiese, un convento, un’abbazia, il vescovado e una guarnigione militare. Oggi una visita al castello è un’esperienza vibrante tra la storia, i misteri, la religione e l’arte. 

Proseguendo la circumnavigazione dell’isola s’incontra il vero gioiello d’Ischia, Sant’Angelo. Antico borgo di pescatori è oggi celebre in tutto il mondo per la bellezza del luogo nel quale sorge, per i suoi vicoli inespugnabili dalle automobili, la piazzetta, le vicine spiagge, la sorgente termale di Cavascura e l’incantevole baia di Sorgeto dove si trova la famosa grotta dell’elefante. Ormeggiare nel suo piccolo ed esclusivo porticciolo è un’esperienza indimenticabile ma rara a causa della ridottissima capienza.

 

Isola di Procida

Procida è il massimo esempio mediterraneo di stratificazione storica. Non è sfuggita a nessuna colonizzazione e a nessuna dominazione tra tutte quelle che hanno interessato l’Italia negli ultimi 3500 anni. I primi insediamenti risalgono al 1500 A.C. ad opera dei Micenei, seguirono Calcidei, Cumani, Romani, Vandali, Goti, Saraceni, Svevi, Aragonesi, di nuovo i Saraceni con il famoso Kahir-Ad-Din detto il Barbarossa, i Francesi, Borboni e cosi via fino ai nostri giorni. Tutti hanno lasciato un segno indelebile donando all’isola una personalità unica, così forte e spiccata da aver attratto nei secoli l’interesse di scrittori e grandi registi. Di Procida parlano Giovenale, Stazio e Virgilio. E’ stata la scena della sesta novella del Decameron di Boccaccio, Alphonse di Lamartine vi ha ambientato il suo romanzo Graziella, così come Elsa Morante con il suo celebre “l’isola di Arturo”, ma il mezzo che ha fatto conoscere a tutto il mondo i suoi incantevoli panorami e la sua tipica architettura mediterranea è stato il cinema di cui bastano due esempi: Il Postino, con Massimo Troisi e Philippe Noiret, e il talento di Mr. Ripley con Matt Damon. 

Nonostante sia vicinissima alla terraferma, Procida è un’isola vera che mantiene le sue tradizioni; è un luogo di mare e di marinai animato tutto l’anno da sagre, feste religiose ed eventi culturali. È il luogo ideale dove organizzare vacanze nautiche anche fuori stagione poiché dispone di ben quattro porti sicuri, il marina di Procida, le banchine all’interno del porto commerciale, il suggestivo e raccolto porticciolo di Chiaiolella e la splendida rada di Corricella che al tramonto si accende di mille colori che legano il cielo al mare e alla vita dell’Isola. Qui le tenui luci del paese sottolineano con intensa dolcezza le tipiche case mediterranee, i vicoli, le piazzette, i moli, le barche da pesca, le reti disposte in mucchi ordinati o stese  tra pali per essere riparate. E’un presepe napoletano, un ambiente nel quale convivono spiritualità e quotidianità, dove tutto sembra frutto di una sofisticata regia mentre è assolutamente vero e spontaneo.

L’Isola è molto frastagliata, offre buoni ridossi e si presta particolarmente alle attività balneari e subacquee. Sotto quest’ultimo aspetto la zona ovest di Procida e l’isolotto di Vivara sono mete ideali per immersioni su calate ricche di gorgonie e vita animale.

La buona cucina è un’altra tipicità dell’isola. Procida propone una cucina semplice e assolutamente originale ricca di contaminazioni tra prodotti del mare e della terra. Tra questi sono da segnalare i carciofi e soprattutto i limoni che qui hanno la particolarità di essere molto grandi e poco acri. Uno dei piatti tipici in cui viene utilizzato questo prodotto è la tradizionale insalata di limoni, fatta con limoni a tocchetti, aglio, olio, peperoncino, sale e menta. Un altro piatto procidano davvero intrigante è la pasta detta “pescatora povera”, nella quale si utilizzano peperoncini verdi fritti e alici. Tra i dolci tradizionali va segnalato il “casatiello dolce”, una sorta di ciambella tipicamente pasquale. Più frequente è “la lingua”, un dolce composto di pasta sfoglia ripiena di crema pasticciera e ricoperto di zucchero.

Nell’isola inoltre si producono da sempre anche buoni vini, la quantità non è tale da consentirne una commercializzazione diffusa ma l’alta qualità rende la piccola produzione degna di menzione. Ottima è anche la produzione del classico Limoncello.

 

Isola di Capri

Capri è un luogo dove il mito si fonde con la natura e crea quella magica atmosfera che da migliaia di anni ha stregato imperatori, sovrani, condottieri, nobili, principesse, attori, scrittori, pittori e poeti. E’ un’isola diversa dalle sue vicine anzitutto per la sua geologia. Mentre le altre sono di origine vulcanica, Capri faceva parte della Penisola Sorrentina dalla quale oggi la separa un breve tratto di mare. Le sue incantevoli coste sono molto frastagliate e spesso formate da vertiginose pareti a picco sul mare. Le scogliere celano grotte che in molti casi nel periodo romano erano i ninfei delle sontuose ville sovrastanti. 

I fondali che circondano l’isola sono molto profondi e creano qualche difficoltà ai diportisti tuttavia esistono rade dove è possibile ancorare senza troppi problemi. La zona più suggestiva è quella dei Faraglioni, tre isolotti, forse tra i più fotografati al mondo, che creano uno spettacolare effetto paesaggistico delimitando una rada ben protetta dai venti settentrionali dove è possibile trascorrere giorni e notti indimenticabili.

Il porto, situato a ridosso dell’imponente Monte Tiberio è ben servito e riparato ma in alta stagione il sovraffollamento e le tariffe d’ormeggio molto care tendono a scoraggiare i diportisti che tuttavia, con un po’ di fortuna, possono cercare di trascorrere una o più notti nel “salotto buono” delle coste campane.  Una volta sbarcati ci si troverà in una parata dei più grandi yacht al mondo i cui proprietari sono spesso personaggi famosissimi tra cui non è difficile incontrare sceicchi e divi di Hollywood. Dal porto si sale in paese attraverso una ripida strada percorribile a scelta con i caratteristici taxi cabriolet degli anni 60, i piccoli autobus di linea, il tipico “ape furgone” ma soprattutto con la famosa funicolare che sale attraverso incantevoli giardini di limoni. La notissima “piazzetta” accoglie i visitatori con i suoi bar e gli elegantissimi negozi sfoggiando la sua atmosfera unica al mondo. Anche questo fa di Capri una località differente, un luogo che nonostante sia a vista con la città di Napoli non esprime lo stesso tipo di folklore. Nell’isola tutto è ordinato, curato nei dettagli, la pulizia è maniacale e l’ospitalità esprime i massimi livelli di qualità e organizzazione. 

Dal punto di vista nautico e balneare costeggiare Capri è un’esperienza unica che sorprende a ogni metro grazie alle tante piccole insenature e le sue grotte. Tra queste raggiungibili solo dal mare ci sono la famosissima “grotta Azzurra” e “i bagni di Tiberio”. 

Ci sono poi anche delle meravigliose spiagge, minuscole terrazze sul mare collegate ai sentieri da scalette scavate nella roccia. Bellissima è quella di Gradola dalla quale è possibile raggiungere a nuoto la Grotta Azzurra. Anche la zona di Tragara, prospiciente i faraglioni, offre incantevoli opportunità.

L’interno dell’isola è forse ancora più ricco di fascino delle sue coste. Le aree archeologiche sono molto interessanti e di epoche diverse tanto che già l’imperatore Augusto 2000 anni fa aveva allestito nella sua villa un museo preistorico con resti di uomini primitivi e ossa di giganteschi mammut, rinoceronti e orsi delle caverne scoperti durante gli scavi per la costruzione della sua villa. 

La passeggiata tra i vicoli costellati di esclusivi negozi è una delle attività turistiche tipiche sull’isola così come l’ascesa del monte Solaro, magari in seggiovia, per godere dall’alto di un paesaggio mozzafiato.

Tutto a Capri assume una dimensione diversa e trasmette sensazioni peculiari: un cornetto alle prime luci dell’alba, un bagno di notte, una cena in pozzetto guardando le luci dell’isola, un lontano accordo di chitarra, delle voci che intonano una canzone, l’incontro di personaggi famosi, l’acquisto di un souvenir, una camminata sotto il sole tra imponenti vestigia storiche, una nuotata in una grotta. Capri è tutto questo e tutto quello che si può sognare e non si può descrivere.

 

 

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